lunedì 9 marzo 2009
Di tutto un po'
Economia dei beni musicali (30), Diritto dell'Informazione musicale (27), Programmazione per la musica (30L) e DSP (20).
L'ultimo mi sono permessa di accettarlo. Nel senso che da quando sono all'università ho sempre accettato qualunque voto mi abbiano dato, anche il 21 di Informatica per il suono.
Ma dopo un inizio poco esaltante ci ho messo due anni a risollevare la mia media, non volevo che per colpa di un esame che posso ridare ogni volta che capita si rovinasse questo lavoro.
Insomma possiamo dire che gran parte del primo buono proposito che avevo scelto per quest'anno
Impegnarmi per trovare un buon tirocinio in università, che possa valere qualcosa per un'eventuale tesi. Sarebbe importante fare qualcosa che mi piace, ma allo stesso tempo voglio togliermi dai piedi questo pensiero e finire l'università il più presto possibile, magari entro marzo 2010. Nello stesso proposito aggiungerei l'impegno universitario, a cominciare dal periodo gennaio-febbraio. Se non do almeno 3 esami in questi due mesi sono davvero fregata.
è stata rispettata. Non solo ho dato quattro esami passandone tre, ma mi appresto a darne un quinto a fine marzo. La questione tirocinio la affronterò mercoledì mattina con i miei professori, spero che sia la volta buona. Se troverò veramente la mia strada, ve lo farò sapere...
Per concludere questo breve post, qualche osservazione sui libri che sto leggendo di recente. Posso dire che sto tradendo Mauro, nel senso che sono sempre più innamorata di Isaac Asimov.
Nessuno scrive come lui, i suoi libri e racconti sono la sintesi dei motivi per cui amo la fantascienza. Quando avrò finalmente terminato di leggere i racconti "minori" del Ciclo della Fondazione e i romanzi del Ciclo dei Robot, mi dedicherò al resto. C'è qualcosa di magico nella galassia descritta da questo autore.
Sembra così straordinariamente quotidiana e plausibile.
Un ultimo pensiero per l'Inter: mercoledì giochiamo il ritorno con il Manchester United, se andasse male vi prego di non rompere perché sarò impegnata a raccogliere i cocci.
Peace.
giovedì 29 gennaio 2009
Omaggio ad Anna Frank
In memoria di tutte le vittime della Shoah.
Perché dimenticare è uno sbaglio, ma negare è un delitto.
mercoledì 7 maggio 2008
Riscoprire la Lettura
Erano mesi che non leggevo un libro.
Anzi se non contiamo Harry Potter e i Doni della Morte di fatto sarà un anno che non leggo un libro che non sia della saga della Rowling.
La verità è che il tempo scarseggia: quando sono a casa mi metto al computer, navigo in rete, scrivo puntate di Alias, chatto e posto nei forum, scovo news interessanti, vedo film...
Insomma tutto quel poco tempo libero che ho lo dedico ad altro.
Ma il 25 aprile, quando sono andata a Bergamo per il V-Day del buon Beppe, mi sono ritrovata di fronte una Fiera del Libro e non ho potuto più trovare scuse.
Mi sono detta: "Ecco la buona occasione per spendere un po' di soldi per me stessa. Compro un bel libro".
Allora nasceva la seconda domanda: quale libro comprare?
Sembra strano ma quando ti trovi di fronte ad una scelta così ampia è davvero difficile scegliere. Mi sono diretta subito verso la fantascienza, volevo assolutamente il libro "Neuromante" di Gibson. Ne abbiamo parlato a lezione e di fatto è il libro che ha iniziato l'era della "realtà virtuale". Mi interessava, ma al momento non ricordavo il nome e non l'ho trovato.
Così ho vagato un po' per gli scaffali, senza meta precisa.
E alla fine eccolo: un libro che mi attira non per titolo o autore, ma per la copertina, questa:

Un caso che fosse proprio un libro di Asimov?
Non credo...
Immaginate la gioia di leggere la trama di "Trilogia della Fondazione". Un libro di fantascienza che di fatto non tocca granché gli argomenti spaziali. Ma è sensazionale perché quest'uomo era veramente geniale.
Un matto visionario che ha inventato la "psicostoriografia", la scienza che sta alla base dei tre volumi, inventata dallo scienziato Hari Seldon.
Questa disciplina permette di concepire l'evoluzione della storia dell'umanità con precisione assoluta, di prevedere le crisi politico-sociali che ci saranno nel corso dei millenni. E tramite essa Hari Seldon pianifica il futuro di un nuovo Impero che andrà a sostituirsi a quello attuale ormai decadente.
Quanto è attuale quello che scrive Asimov.
L'Impero romano e Sallustio.
L'Impero Galattico e Asimov.
Ma l'idea è sempre la stessa: siamo una razza in declino. E andiamo verso la disfatta totale.
A parte le considerazioni retoriche e apocalittiche, vorrei ringraziare questo libro. Vorrei dire al mondo che ho riscoperto il piacere di leggere, di perdermi nel profumo di pagine scritte, di immaginare mondi lontani.
martedì 11 settembre 2007
Erbaccia
Veniva da se', per qualche riflessione.
Fu cosi' che al terzo giorno conobbi il dramma dei
Anche questa volta fu merito della pecora, perche' bruscamente il piccolo principe mi interrogo', come preso da un grave dubbio:
"E' proprio vero che le pecore mangiano gli arbusti?"
"Si, e' vero".
"Ah! Sono contento".
Non capii perche' era cosi' importante che le pecore mangiassero gli arbusti.
Ma il piccolo principe continuo':
"Allora mangiano anche i baobab?"
Feci osservare al piccolo principe che i baobab non sono degli arbusti, ma degli alberi grandi come chiese e che se anche non avesse portato con se' una mandria di elefanti, non sarebbe venuto a capo di un solo baobab.
L'idea della mandria di elefanti fece ridere il piccolo principe:"Bisognerebbe metterli gli uni su gli altri..."
Ma osservo' saggiamente:
"I baobab prima di diventar grandi cominciano con l'essere piccoli".
"E' esatto! Ma perche' vuoi che le tue pecore mangino i piccoli baobab?"
"Be'! Si capisce", mi rispose come se si trattasse di una cosa evidente.
E mi ci volle un grande sforzo d'intelligenza per capire da solo questo problema.
le erbe buone e quelle cattive.
Di conseguenza: dei buoni semi di erbe buone e dei cattivi semi di erbe cattive.
Dormono nel segreto della terra fino a che all'uno o all'altro pigli la fantasia di risvegliarsi.
Allora si stira, e sospinge da principio timidamente verso il sole un bellissimo ramoscello inoffensivo.
Ma se si tratta di una pianta cattiva, bisogna strapparla subito, appena la si e' riconosciuta.
C'erano dei terribili semi sul pianeta del piccolo principe: erano i semi dei baobab.
Il suolo ne era infestato. Ora, un baobab, se si arriva troppo tardi, non si riesce piu' a sbarazzarsene.
Ingombra tutto il pianeta. Lo trapassa con le sue radici.
E se il pianeta e' troppo piccolo e i baobab troppo numerosi, lo fanno scoppiare.
"E' una questione di disciplina", mi diceva piu' tardi il piccolo principe.
"Quando si ha finito di lavarsi al mattino, bisogna fare con cura la pulizia del pianeta.
Bisogna costringersi regolarmente a strappare i baobab appena li si distingue dai rosai ai quali assomigliano molto quando sono piccoli. E' un lavoro molto noioso, ma facile".
E un giorno mi consiglio' di fare un bel disegno per far entrare bene questa idea nella testa dei bambini del mio paese.
"Se un giorno viaggeranno ", mi diceva, "questo consiglio gli potra' servire. Qualche volta e' senza inconvenienti rimettere a piu' tardi il proprio lavoro.
Ma se si tratta dei baobab e' sempre una catastrofe.
Ho conosciuto un pianeta abitato da un pigro.
Aveva trascurato gli arbusti..."
E sull'indicazione del piccolo principe ho disegnato quel pianeta.
Non mi piace prendere il tono del moralista.Ma il pericolo dei baobab e' cosi' poco conosciuto, e i rischi che correrebbe chi si smarrisse su un asteroide, cosi' gravi, che una volta tanto ho fatto eccezione.
E dico: "Bambini! Fate attenzione ai baobab!"
E per avvertire i miei amici di un pericolo che hanno sempre sfiorato, come me stesso, senza conoscerlo, ho tanto lavorato a questo disegno.
la fatica.
Voi mi domanderete forse: Perche' non ci sono in questo libro altri disegni altrettanto grandiosi come quello dei baobab?
La risposta e' molto semplice:
Ho cercato di farne uno, ma non ci sono riuscito.
Quando ho disegnato i baobab ero animato dal sentimento dell'urgenza.
Qualche giorno fa mi è stato detto:
"Allo stesso modo è triste vedere come l'erba cattiva non muore mai..."
Ora rispondo.
La superbia è il peggiore dei peccati capitali: non ci si rende conto di esserne afflitti.
Allo stesso modo, prima di criticare i giardini altrui, forse dovremmo prima guardare nel nostro.
Ci accorgeremmo che è pieno di erbacce da estirpare...


