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martedì 29 gennaio 2008

Haus [-1]

Anzi... meno 18 h!! Sono impaurita, davvero...
Però visto che il mio piccolo rito pre-esame finora ha portato fortuna, penso che manterrò la tradizione:



Insomma speriamo che tutto vada bene. Domani sarà certamente uno dei giorni più difficili da affrontare: l'esame a cui tengo di più la mattina, il funerale della zia al pomeriggio.

Speriamo di trovare la forza per farcela...

In bocca al lupo a me stessa, dunque...

lunedì 28 gennaio 2008

God is not

Come possiamo continuare ad illuderci di un'esistenza di un Dio?
Come continuare a credere in un mondo eterno, nella luce dopo la morte, nell'amore di un Padre comune...Quando lascia accadere simili disgrazie?
Era una donna forte, intelligente e simpatica. Devota alla famiglia, al lavoro.


Non credo più. Non posso più credere, ora basta.
C'è solo un'enorme oscurità e il male costante che ci porta via le persone che amiamo. I miei nonni, ora mia zia. Tutto per una malattia incurabile, qualcosa che non dovrebbe nemmeno aver senso di esistere, se ci fosse davvero qualcuno che ci ama, lassù.

Possiamo solo vivere le nostre vite al meglio, legandoci alle persone che amiamo. Perché gli anni passano e tutto scorre. Nessuno rimarrà su questa terra, e quando ce ne andremo sarà solo buio e silenzio.

Odio l'uomo. L'uomo piccolo e debole che ha bisogno di inventarsi falsi dei per cercare di giustificare il fatto che non può sconfiggere la morte.
"L'ultimo nemico che sarà distrutto è la morte". Non lo dico io, lo dicono le Scritture.

Ma quando sarà distrutto? Quanta gente ancora dovrà soffrire in questo mondo prima che tutto finisca per sempre?

No, io non credo. Non più.

Cosa ci faccio in questa chiesa
io che non credo al tuo Gesù
con questo vuoto che mi pesa
adesso che non ci sei più

Come facevi a fare il prete
fra comunisti e farisei
com'è lontano il monte Amiata
Ernesto non lo rivedrai

Dio non c'è
non ci credo lo sai
Dio non c'è
non ci credo e tu non mi convincerai

Era un discorso lasciato a metà
quando io mi ero perso e non ero più io
la tua chiesa in salita e la comunità
era almeno qualcosa una piccola luce nel buio

E ora Dio non c'è
e ho bisogno di lui
Dio non c'è
e bestemmio come una preghiera ormai

Il mondo passa da Firenze
solo per prendere un caffè
e nell'imbecille indifferenza
muore la gente forte come te

Perchè Dio non c'è
siamo soli quaggiù
ti dico che Dio non c'è
ma la tua voce ormai non mi risponde più

L'ho cercato con tutta la mia volontà
ma la fede è soltanto un regalo di Dio
la domenica io lo sapevo eri là
eri almeno qualcosa una piccola luce nel buio

E ora Dio non c'è
no Dio non c'è

Ma cosa ci faccio in questa chiesa
piena di gente come te
che ancora vuole credere in qualcosa
mentre un silenzio disperato dentro me

grida:
Dio non c'è



(M. Masini, Dio Non c'è)

giovedì 24 gennaio 2008

Heaven's got an Angel...




Buon viaggio, Heath...

martedì 15 gennaio 2008

You complete me

Jerry
Salve. Sto cercando mia moglie. Un attimo. D'accordo, ok. Ok. Se deve succedere qui allora deve succedere qui. Non ti permetto di sbarazzarti di me. Cosa mi rispondi? Un tempo era la mia specialità, sai ero bravo nel salotto, mi mandavano a casa, e io li convincevo. E ora io proprio non lo so. Ma stasera, per il nostro progetto, per la nostra società è stata una serata molto importante. Una serata molto molto importante. Ma non era completa. Non era neanche lontanamente avvicinabile ad una qualsiasi possibile completezza, perché non potevo condividerla con te. Non sentivo la tua voce e non potevo ridere insieme a te. Mi manca mia moglie. Viviamo in un mondo cinico. Un mondo cinico. E lavoriamo in un ambiente di persone fortemente competitive. Io ti amo. Tu mi completi e io dovevo...
Dorothy: Smettila. Stai zitto. Mi avevi già convinto al ciao. Mi avevi già convinto al ciao...




Una delle scene d'amore più intense e emozionanti della storia del cinema. Mi viene la pelle d'oca solo a rivederla...

domenica 13 gennaio 2008

Amore

In questi ultimi giorni mi sono ritrovata a riflettere sul significato dell'amore.
Non sono bene quando ho iniziato a pensarci, né perché.
So solo che immediatamente ho pensato che avrei dovuto scrivere qualcosa al riguardo per non lasciar perdere i miei pensieri, come troppo spesso accade.

In Notting Hill Anna Scott regala questo quadro di Marc Chagall a William, perché insieme si sono resi conto del vero significato dell'Amore nascosto in questo quadro.
Secondo loro "L'amore non è amore senza una capra che suona il violino".

Io sono pienamente d'accordo con questa metafora. L'amore, quello vero, ci estrania dal mondo. Ci fa sentire superiori a chiunque, ci porta al settimo cielo.
Quando siamo innamorati è come se sentissimo davvero una capra suonare il violino intorno a noi. Ovviamente se siamo in presenza dell'Amore vero.

In "La signora del West" una puntata bellissima è quella di S. Valentino in cui Brian deve scrivere un tema sull'amore. Non sapendo di cosa parlare si guarda intorno, rendendosi conto che l'amore è dappertutto, bisogna solo saperlo trovare.
E così per lui un sipario di broccato rosso regalato per allestire una recita, un anello di fidanzamento a sorpresa, una collana regalata da un'amica e tanti altri piccoli gesti, diventano dimostrazioni d'affetto fra coloro che si amano.
Dunque amore è qualcosa di regalato. Una cosa elargita, donata, senza cercare nulla in rimando. Amore è donarsi agli altri senza pretendere che gli altri si donino a noi stessi. E' volere il bene degli altri e anteporlo ai nostri desideri.
Abbiamo molto da imparare in questo senso. Non sempre l'amore che proviamo per qualcuno è limpido e cristallino. A volte si tratta più di ossessione, che di affetto sincero.

Esistono poi tantissimi tipi di amore.


L'amore per una persona è certamente il più evidente.
E' quel sentimento che ci fa sussultare, esultare e sperare. Quando amiamo una persona sentiamo il bisogno di averla vicino in ogni secondo della nostra vita. Ci manca una parte di noi se il nostro Amore non è presente.
E' la necessità di condividere tutto con qualcuno, di spiegarci ad un altro perché ci conosca veramente fino in fondo.

Amore è un bacio intenso e delicato che ci rende immortali, anche solo per un attimo.


L'amore per i famigliari è il secondo più importante che abbiamo. Ognuno di noi si sente legato da un vincolo di sangue ai propri cari, eppure non sempre il rapporto che abbiamo con i nostri genitori, fratelli e affini è davvero intenso. Bisogna condividere ogni esperienza, conoscerci a fondo, passare molto tempo insieme e desiderare la felicità gli uni degli altri. Non devono esistere gelosie, né segreti, né tensioni in un gruppo affiatato e unito.
Bisogna comprendersi e essere in grado di aiutarsi in ogni situazione.
Questo genere di amore è quello che più comunemente chiamiamo affetto. Un sentimento puro e sincero.
Affetto è tenersi per mano lungo il cammino e sentirsi a casa ogni volta che siamo insieme a coloro che ci amano.
Non importa se il cammino è cosparso di biforcazioni: dovunque andiamo la nostra famiglia è sempre con noi, ci guida e ci consiglia in ogni singola scelta della nostra vita.


L'amore per gli amici è uno dei preferiti da ognuno di noi. E' forse il più complesso e intenso, articolato fra fasi positive e negative, sali e scendi continui.
E' quello che semplicemente chiamiamo amicizia.
Trovare Amici, amici veri, è veramente un'impresa ardua. Sono persone che ti capiscono senza il bisogno che tu parli. Persone, o solitamente una persona in particolare, che capisce quello che provi con uno sguardo. Persone con cui hai condiviso esperienze fuori dal normale, con cui ricordi volentieri il passato. Compagni di viaggio essenziali, pronti a sprecare tempo ed energia per te, pronti a volerti bene nonostante tutti i tuoi difetti, preparati a capire i tuoi momenti di sconforto.
Persone che sapranno sempre che possono contare su di te, proprio perché sei stato scelto fra mille per contornare la vita di qualcuno che ti assomiglia o che ti compensa perfettamente.
Amicizia è condividere pensieri ed emozioni ad ogni ora, è sentire che insieme si potrà andare sempre avanti potendo contare sull'appoggio di qualcuno che ci ammira, protegge, appoggia.




Amore è quello per le proprie passioni. Ognuno ha degli hobby nella vita, e soprattutto coltiviamo degli "amori" per cose, animali, programmi televisivi, cantanti, squadre...
Sono quelle che comunemente potremmo definire passioni. Sebbene lo sport possa fare sezione a parte, è corretto classificarlo insieme a tutte quelle passioni che riempiono la nostra vita. I nostri cantanti preferiti ci fanno sognare con melodie, testi, canzoni, sapori musicali che ci portano lontano dal tempo e dallo spazio. Ci isoliamo ascoltandoli, provando sensazioni uniche ed inspiegabili. Ci fanno impazzire quando li vediamo dal vivo, daremmo di tutto per conoscerli.
Lo stesso vale per attori e calciatori, ballerini e presentatori. Ognuno di noi poi deve saper riconoscere il confine fra sogno e realtà, non sempre distinguibile purtroppo.
Ma le passioni sono quella cosa che davvero ci fa respirare. Ci completano, ci rendono felici e ci sono sempre, anche quando siamo troppo soli per ammetterlo.
Passione è un sentimento forte per qualcuno o qualcosa, un'emozione provata di fronte ad una realtà che per un momento ci allontana dalla brutalità del mondo vero.


Esiste poi un amore particolare, che a prima vista non sembrerebbe meritevole dell'appellativo. Ma io credo di sì.
E' l'amore per l'ambiente. Per il mondo. Per la vita.
E' quello che dovremmo tutti conoscere come rispetto.
Ancora pochi anni e ci ritroveremo in un mondo che farà di tutto per ripudiarci. Purtroppo la nostra amata terra risente troppo della nostra permanenza. Soffre per causa nostra.
Dovremmo chiederci quanto rimane ferita ogni volta che qualcuno getta una carta per terra.

Quanto è inquinata dal nostro faticoso vorticare in automobile per muoverci il più in fretta possibile.
Se fosse un uomo avrebbe certamente ogni genere di tumore. La verità è che purtroppo il morbo che infligge il nostro pianeta siamo noi stessi. E chissà quando lo capiremo.
Quando sarà troppo tardi, come per ogni cosa.
Amore per l'ambiente dovrebbe essere rendersi conto di quanto è speciale il nostro mondo e cercare di fare ogni cosa in nostro potere per preservarlo.


Fra gli amori per le persone ne esiste ancora uno in particolare di cui vorrei parlare. E' il più terribile degli amori, forse l'unico veramente negativo.
Si chiama amore non corrisposto.

Importa poco che io possa parlarne, purtroppo, anche per esperienza personale. Vi sono milioni, se non miliardi di casi simili al mondo.
L'amore infedele, l'amore proibito, il peccato, il tradimento. Parole terribili, eppure così ordinarie nella nostra vita di tutti i giorni.
Donne che si innamorano perdutamente di uomini inarrivabili. Che li attendono per anni, sperando che essi finalmente si rendano conto di amarle perdutamente. Donne disposte a sacrificarsi, a donare se stesse a qualcuno che non le merita.
Siamo esseri speciali, noi femmes. In gamba, forti, affascinanti, intelligenti. Eppure anche tanto sciocche alle volte. Passiamo il nostro tempo ad attendere un sì che non udiremo mai. Ci struggiamo con le amiche e le sorelle - che siano benedette! - rendendoci conto che l'altro non chiamerà mai. Diventiamo oggetti di triangoli non desiderati, prigioniere ed incapaci di liberarci da una morsa mortale.
Mi piacerebbe che questo tipo di amore non esistesse. Ma purtroppo è proprio vero che l'amore è cieco. Non siamo noi a sceglierlo, è lui che coglie noi, spesso impreparati, e ci porta a volte all'autodistruzione. Non importa lo spreco di tempo, di emozioni, di energie e magari anche di una vita intera. E' fatale per chiunque capiti in questa condizione. Non augurabile. Purtroppo difficilmente curabile.

Ma tralasciando la parentesi negativa, non posso fare a meno di pensare che l'Amore sia davvero la cosa più bella che abbiamo in questo mondo.
Ci sarebbero tanti altri amori di cui potrei parlare: quello per la letteratura, quello per la religione, quello per il lavoro, quello per la pace...La verità è che è un sentimento che si manifesta in ogni modo, sempre laddove qualcuno si senta in grado di donare se stesso a qualcun altro.
Se persino la saga di Harry Potter di fatto è un inno all'amore, un motivo ci sarà...:-)

Vi lascio quindi con questa riflessione, augurandomi di non essere stata troppo prolissa. Ma non odiatemi per questo. Amiamoci gli uni gli altri, come direbbe il buon Gesù.
Che saggio insegnamento, ci ha lasciato...

domenica 6 gennaio 2008

And so it begins...

Ed eccoci arrivati alla vera fine del 2007. E' il 6 gennaio, e come si suol dire "L'Epifania tutte le feste porta via...".

In questi giorni mi è venuto un po' di magone a ripensare a come ho passato l'inverno negli ultimi tre anni. Mi vedevo le immagini di me e Mauro appena messi insieme, le nostre piccole conquiste personali. Oggi ad esempio ridevo quasi a pensare a quanto fossimo impacciati all'inizio...
Il poco parlare, il conoscersi a poco a poco. In fondo sono cose che non mi mancano. Sono bellissime da scoprire all'inizio, ma raggiungere uno stadio in cui si conosce perfettamente quello che l'altro pensa, è assolutamente fantastico.

E così comincia il nuovo anno. Ho tante aspettative per questo 2008. Certamente mi aspetto che molte cose vadano come in quello passato. Ma vorrei che tante cambiassero.
E così ecco la classica, banale e inutile lista dei buoni propositi per l'anno nuovo. Anche perchè mi sta venendo in mente che è un anno che ho questo blog, e fra poco festeggerò anche insieme a lui...

1. Prima di tutto il proposito fondamentale: cercare di impegnarmi al massimo nella mia carriera universitaria. L'anno scorso ho dato abbastanza, ho spesso deciso di evitare di prendermi impegni più grandi di me, pensando soprattutto che avrò tutto il tempo che voglio per fare gli esami con calma e bene.
Sono balle! Ho bisogno di cominciare ad avere una costanza nello studio, a prendermi le mie responsabilità e cercare di portare avanti tre impegni concorrenti: la frequenza, lo studio e il guadagnarmi due soldi per pagare le due precedenti.
So già che non sarò in grado di farlo...Però la mia promessa iniziale è di cercare di farlo.

2. L'anno scorso ho avuto molti momenti di disperazione e sopraffazione. Spesso per motivi legati al punto uno, passavo momenti in cui solo Mauro o magari Shipu erano in grado di tirarmi su il morale per convincermi ad andare un po' avanti nei miei intenti. Quest'anno vorrei che fosse diverso. Ho intenzione di essere spudoratamente felice - come direbbe Hugh Grant in Notting Hill - e pensare solo a me stessa e a fare tutto ciò di cui ho bisogno per sentirmi fiera di essere la persona che sono.

3. Non correrò più dietro alla gente. Purtroppo le persone sono brave a farsi usare, spesso ti cercano solo quando ne hanno bisogno, spesso spariscono per tempo memorabile e poi vengono anche a dirti che ci si dovrebbe vedere più spesso. Questa volta basta. E' finita l'epoca di Rossella-cerca-soldi o di Rossella-cerca-disperatamente-la-tua-presenza.
Voglio bene ai miei amici, ma non posso più farmi venire gli esaurimenti nervosi...Quest'anno se vorremo vederci di più, dovranno essere loro a cercarmi e a proporlo...

4. L'anno scorso l'Inter ha vinto lo scudetto battendo, anzi frantumando ogni record. Quest'anno l'augurio più grande è che ciò accada di nuovo. E ancor più importante è il desiderio di vincere la Champions League. Non tanto perchè mi interessi, ma per dare un input a Zlatan verso il pallobe d'oro e per far tacere i maligni che parlano male di noi quando siamo i più forti del mondo.

5. Maggio - giugno è il periodo prefissato per l'uscita dell'album dei Coldplay e degli Oasis. La mia grande speranza è di amarli profondamente come nel 2005 è successo con Don't Believe the truth ed X&Y. Dunque un altro proposito: andare a vedere tutte le date italiane dei miei due gruppi preferiti e, se possibile, andare a vedere una data londinese dei Colds, un sogno che ho e vorrei realizzare davvero...

6. So che i soldi non piovono dal cielo, di conseguenza anche quest'anno mi darò da fare nel periodo estivo per fare qualcosa. Solo che stavolta non abbandonerò per mancanza di voglia e andrò avanti imperterrita. Ho capito quanto conti arrivare a dicembre con due soldi necessari in tasca. Quindi sarò una disoccupata in cerca di lavoro da giugno a settembre. Ovviamente tutto ciò non dovrà venire in rotta di collisione col punto uno, altrimenti sarà scalato in secondo piano.

7. Troppo spesso mi trovo a battibeccare con le mie sorelle per motivi futili/inutili. Devo cercare di controllare le mie crisi isteriche ed essere più condiscendente. Soprattutto con Debora. E soprattutto con mio padre, che in effetti ormai non vedo più come una persona a cui volere bene, ma come un convivente ingombrante e decisamente rompiscatole. Voglio bene a mio padre, devo cercare di accettare di più tutti i suoi innumerevoli ed eccessivi difetti.

Intanto non mi vengono in mente più dei buoni propositi che valga la pena di elencare. Di conseguenza chiudo questo primo post del 2008, lanciando la palla a qualcun altro. Io ho copiato Mati che ha fatto la sua lista, magari ora toccherà a Shipu...:-)

So, who's turn is now?!

lunedì 31 dicembre 2007

10...9...8...


Ebbene...dopo un anno particolarmente difficile da affrontare, eccoci arrivati all'ultimo giorno del 2007. Ci prepariamo a festeggiare, stappare spumante e champagne, farci due risate in compagnia e dare un bacio alla nostra metà allo scoccare della mezzanotte.

Eppure il pensiero non fa che andare all'anno appena passato.
E' stato lungo ed estenuante.
Lo ricorderò per sempre come l'anno in cui si è spenta mia nonna. Non faccio che ricordarla in questi giorni di festa, specialmente perché la sua assenza a Natale si è fatta sentire.
Negli ultimi tempi, poi, la sua casa sta venendo svuotata. Gli zii e mia madre si dividono le sue cose, da noi è appena arrivato il gruppo di quadretti delle stagioni che mi fa pensare a quando ero piccola e allo studio di mio nonno...

Ma cerchiamo di essere meno apocalittici, dopotutto un anno nuovo sta per iniziare...Per tradizione gli anni pari sono quelli che meno amo (ricordo il 2004 della "grande depressione" o il 2006 della maturità), ma dato che il 2007 è stato il peggiore di sempre, credo che il prossimo mi darà una tregua. O per lo meno lo spero.

Nel frattempo auguro a tutti i miei amici più cari di passare un ottimo ultimo dell'anno con le persone che amano. Soprattutto auguro a tutti voi che amo di scoprire giorno per giorno un nuovo anno ricco di gioia e serenità.
Perchè diciamoci la verità...In un mondo che sta andando sempre più a rotoli, l'amore...Quello vero...
E' davvero l'unica cosa che ci resta.

Buon anno!!


sabato 22 dicembre 2007

Happy Xmas everyone...

lunedì 10 dicembre 2007

Cronaca di quattro giorni: QUATTRO

Siamo arrivati così al rush finale, il QUARTO GIORNO (purtroppo anche l'ultimo).

Iniziamo la mattina con le questioni più pratiche: prepariamo la valigia.
Chiediamo poi all'amico portiere se possiamo lasciarla, notando che a quanto pare un gran numero di clienti lascia i bagagli nel piccolo atrio e così ci aggreghiamo ad essi :-)

La prima tappa della mattina è il Cimitero di Père - Lachaise. Dato che in gita non eravamo riuscite a vederlo per ovvi problemi di tempo e, soprattutto, perchè era chiuso dato gli ingressi ghiacciati, è arrivato per me il momento di andarci.
Già all'arrivo mi rendo conto che siamo in una zona completamente diversa da quelle appena viste. Siamo fuori dal centro, più verso il bronx se vogliamo!


Così eccoci usciti dalla metro in un nuovo ambiente. Il cimitero si erge su una piccola collina e le sue mura sono visibili già appena usciti dalla stazione omonima.
Non è certamente una delle mete turistiche di maggior rilievo, intendiamoci, ma in ogni caso molta gente - soprattutto quella più in gamba - fa tappa qui.


Io e Mauro entriamo decisi a non perderci troppo: è un posto veramente immenso, non ho mai visto un cimitero di simile grandezza in vita mia.
Una serie di zone e una miriade di sentieri per raggiungerle. Ogni stradina ha un suo nome preciso, cosa che mi ha colpito moltissimo.
Vi faccio ora un piccolo elenco delle tombe più celebri che abbiamo potuto vedere:

Chopin

Rossini

Jim Morrison
(forse la più famosa del cimitero, molti ci vanno proprio per vederla! Con la celeberrima fotina appiccicata vicino al suo nome e una scritta sottostante in greco che mi piacerebbe sapere cosa dice...)

Edit Piaf
(con diverse sue foto attaccate e molti fiori; è strano pensarci ma quando mi allontano da questa effige continuo a sentire la sua voce cantare intorno a me, come se le note de La vie en rose riecheggiassero nel cimitero e ballassero insieme al vento che muove le fronde...)


Oscar Wilde
(la tomba che sono venuta a vedere. Mi sembra di sentirlo parlare, di vedere la sua figura recitare aforismi e osservazioni acute; è come vedere un pezzo di letteratura che avresti sempre voluto conoscere lì, di fronte a te. Eppure è una tomba davvero ignobile, con scritte di ogni genere e direi davvero esageratamente aggiunte. Non credo mi sognerei mai di prendere un pennarello e appuntare delle frasi, nonostante sapere che Oscar riposa là sotto mi faccia pensare a tutto ciò che ci ha lasciato...)



Marcel Proust (che nonostante ormai io odi profondamente è comunque una pietra miliare della letteratura francese, e non solo)

Guillaume Apollinaire (credo di non ricordare nient'altro che Le Pont Mirabeau di questo poeta, ma una tappa si fa sempre dalla gente famosa!)

Eugene Delacroix (di cui abbiamo ammirato solo due giorni prima La libertà che guida il popolo)

Balzac (E subito il pensiero vola alla sua Comédie Humaine...)

La Fontaine (uno dei pochi grandi francesi che mi ha fatto prendere un bel voto a scuola con Cavalleri, per chi non lo sapesse quello delle favole!)

Molière (subito di fianco al precedente, mi figuro i protagonisti delle sue numerose commedie, o forse quelli di Madame Bovary - non sono ignorante, è una citazione che solo la famiglia Tozzi potrebbe capire)

Ne abbiamo visti anche altri, ma non starò a elencarli tutti.
Due parole per l'atmosfera. Forse è stato il vederlo d'autunno, con tutto il muschio sui tetti delle tombe, gli alberi senza foglie, il palcio sul terreno...Ma è davvero emozionante.


Non mi sono mai piaciuti i cimiteri e chi mi conosce lo sa. Non amo nemmeno andare a trovare i miei nonni e chi conosco, al cimitero. Appena arrivo nei dintorni inizio a star male, tremo e non parlo più. Ma questo posto non è solo un cimitero. E' una culla che accoglie chiunque in un mondo altro, qualcosa che va oltre l'immaginario. Un luogo in cui riposano menti così geniali e acute non può non essere magico. E di fatti è come se tutta l'aria che ho respirato a Père Lachaise fosse entrata in me riportandomi un po' di respiro. E per questo posso solo dire grazie a Loro.

Dopo questo momento malinconico torniamo in metropolitana per le ultime tappe della giornata. Prima di tutto andiamo a vedere Place de la Bastille, dove Mauro si stupisce di non trovare molto. A chiunque faccia l'errore di andare lì ed aspettarsi chissacché ricordo che non c'è più la Bastille...E forse anche la Butt ve lo ricorderebbe eheh (altra citazione famigliare).

Dopo questa brevissima sosta ci avviamo in una via che parte dalla piazza dove troviamo l'ennesimo simil-Mc (si chiama Quick) e lì ci fermiamo a mangiare.
Dopodiché prendiamo la metro di nuovo per andare verso un capolinea, ossia alla Grande Arche de la Défense.



Ovviamente essendo una struttura moderna piace a Mauro :-)
Saliamo le scale che mi riportano ad un insulto subito ("Equilibrio, ballerina!" "Vaffanculo!") e ci diamo un'occhiata intorno. Vorremmo salire in alto a fare un giro ma in effetti 9 euro a persona sono tanti...Piuttosto torniamo alla Tour!


E così dopo le foto di rito, con l'Arc de Triomphe sullo sfondo, ce ne torniamo di nuovo in metro indecisi sul da farsi.

E' qui che a Mauro viene l'idea migliore della giornata. Dato che abbiamo finito le mete più celebri decide di andare al Pont de l'Alma. Questa è davvero una classica tappa da TURISTA STRONZO (come diciamo noi due). Un turista stronzo è uno che va nelle grandi città d'arte e oltre a vedere le solite classiche mete turistiche più famose (la Tour a Parigi, il Colosseo a Roma, Il Big Ben a Londra, per intenderci) va a vedere luoghi celebri per altre cose e fa foto da classico turista (quindi Harrods a Londra, la foto col centurione a Roma, il Pont de l'Alma a Parigi). Non è una cosa offensiva, anche noi due spesso siamo turisti stronzi. E' solo una constatazione...:-)


In ogni caso il ponte in questione era famoso perchè su di esso c'è una copia in miniatura della fiamma della Statua della Libertà. In tempi recenti (dieci anni fa) venne reso celebre perchè nel tunnel sotto di esso è morta la povera Lady Diana --> conseguenza? I turisti stronzi vanno lì per vedere dove è morta Lady D.
Ed eccoci al punto di partenza, la Fiamma della Libertà diventata luogo di affissione per ricordi legati alla principessa...

Tuttavia la visita al ponte raccoglie i suoi frutti: è proprio qui che partono i battelli del BATEAUX MOUCHES! Quindi senza volerlo non solo troviamo il modo di passare le ultime due ore che dobbiamo impegnare, ma facciamo anche una cosa che volevamo effettivamente fare, ossia il tour parigino dalla Senna.


Nell'attesa io e Mauro riusciamo a fare una miriade di foto e otteniamo anche una NOSTRA FOTO scattata da qualcun altro!! Lui ed io non chiediamo mai agli altri di farci una foto - che cagoni - ma trovando due italiani che ce lo chiedono, troviamo l'occasione per chiederlo a nostra volta. Ed ecco la prima - e credo ultima - foto di me e Mauro insieme!



Per il resto...mettere tutte le foto che ho fatto sarebbe impossibile, perchè ne ho fatte veramente tante, un centinaio...Ne inserisco qui alcune simboliche, e vi consiglio di farvi il giro sul Bateau, anche se fa freddo, perchè ne vale veramente la pena. Vedrete Parigi con due occhi diversi e da un altro punto di vista...

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La fotocamera è ormai scarica, ma il giro sulla barca è in pratica finito. Ce ne torniamo verso l'albergo, prendiamo le valigie e torniamo a Port Maillot, dove era cominciata la nostra avventura.
Non vi dico il casino di gente che c'era lì, ci saranno state almeno un paio di centinaia di persone...Voli per Barcellona, per Shannon, per Roma Ciampino...E tutti i passeggeri fatti salire prima di noi, che eravamo gli ultimi...
Quindi abbiamo aspettata una buona ora e mezza al freddo nel piazzale, finchè il coordinatore ha fatto salire anche i passeggeri del volo Milano BG su un pullman.

Dopo la solita ora e un quarto di viaggio verso la periferia parigina, siamo tornati al capannone.
E' persino peggio di come lo ricordavo, solo che ora c'è qualche negozietto che vende cibo. Questa volta dobbiamo fare una coda indecente per fare il controllo dopo il check in, ma siamo premiati perchè siamo i primi a salire in aereo quando fanno invece l'imbarco...Eh eh

Una disorganizzazione assoluta...Il volo è arrivato in ritardo, così l'imbarco è stato fatto in ritardo. Grazie al cielo i piloti ryanair sono in gamba e partono sempre in fretta, anche se sono appena arrivati. Così di fatto siamo partiti comunque in orario, ma con un nervoso assurdo addosso. In aeroporto a fare code e senza spazio, davvero intollerabile. Meglio diecimila volte il nostro Orio!!

Comunque il volo atterra abbastanza puntuale e ad attenderci ci sono stranamente mio papà e mia mamma (non Debora...).
Dopo due chiacchiere arriviamo a casa e Mauro torna a casa sua, mentre io vado a nanna aspettando il suo messaggio di buona notte.

C'è da dire che nonostante la stanchezza, i dolori alle gambe, il freddo...un po' tutto...
Ne è valsa davvero la pena!

Grazie amore mio per questi giorni indimenticabili, come sempre...Ti amo

domenica 2 dicembre 2007

Cronaca di quattro giorni: TRE

Andiamo avanti con le mie peripezie parigine e arriviamo a metà vacanza parlando del TERZO GIORNO.

La mattina è veramente un'impresa per Mauro farmi alzare dal letto: non mi sento più le gambe e non riesco praticamente a stare in piedi. Ma dopo una dura rinfrescata testo la tenuta delle mie gambe, che sembrano essere propense all'idea di sfacchinare ancora un po'. La verità è che Mauro si è preso bello bello un aulin la sera prima, io invece ho rinunciato - dato che ne avevamo solo tre - per permettere a lui nel caso di prenderne un altro.
In ogni caso alle dieci siamo fuori dall'albergo, diretti alla zona degli Champs-Elysées.

Essendo un viale immenso Mauro pensa bene di farmelo fare nella direzione più breve (grazie amore!). Lì vediamo l'Elysée (residenza ufficiale dell'attuale presidente Sarkozy), vari palazzi di pregevole estetica (di cui vi metto una foto di quello che credo sia le Grand Palais) e ci portiamo verso Place de la Concorde.







Questo è il luogo in cui si erige il famoso obelisco di Luxor e ci sono diversi edifici che si affacciano sulla piazza, ma non ho idea di cosa siano...presumo qualcosa di governativo dato che molti hanno la schifosa bandiera francese che sventola sul tetto...
Da qui Mauro vuole finalmente vedere i Jardin des Tuileries, che sono effettivamente molto belli se visti di giorno. Anche se il destino vuole che io li veda con la palcia, dato che ieri un pochino ha piovuto. Nonostante ciò un po' gli uccelli vari che svolazzano, un po' la gente che prende il sole vicino alla fontana, un po' i fantastici sportivi che fanno jogging, rendono il posto davvero simpatico alla vista.



Da qui andiamo a prendere la metro di Tuileries e andiamo finalmente a vedere uno dei veri simboli di Parigi, l'Arc de Triomphe.
Ovviamente è maestoso ed alto come non lo ricordavo, ma anche questa volta decidiamo di non salire. Meglio non spendere soldi, anche se godremmo decisamente di una vista notevole...La verità è che il tempo è veramente poco...














Giunge così il momento che tutti voi stavate aspettando. Presa la metro usciamo a Trocadéro e... finalmente eccola là, davanti a noi... La Baldracca!!!
Ebbene sì, la Tour Eiffel. Più grande ed imponente che mai, si staglia davanti agli occhi di Mauro per cogliere la sua emozione da ingegnere...E devo ammettere che comunque poverina, lei è carina...Certo non mi emozionerà mai come un Van Gogh o un Giudizio Universale, ma in ogni caso è un simbolo troppo celebre per non destare un minimo di emozione.
Ci facciamo un buon quarto d'ora ad ammirarla dal Trocadéro, un po' sperando di trovare qualcuno a cui chiedere di farci una foto, un po' sapendo che non lo domanderemo a nessuno...
In ogni caso c'è tantissima gente, pullulano i giapponesi ma anche gli italiani non scherzano!





Scendiamo con calma da Trocadéro fino a raggiungere la piana della Tour, dove sostiamo diverso tempo ammirando la sua fattura. Vorremmo anche salire ma ci sono i soliti due problemi: tempo e voglia. Io vorrei salire effettivamente, ma non credo che riuscirei a reggere l'idea di scendere eventualmente a piedi, sono già molto stanca. E ho fame!! :-)
Così dopo aver ammirato un po' la zona ce ne andiamo, pronti ad andare a mangiare.

Ci spostiamo di nuovo in zona Notre-Dame perchè ieri abbiamo visto delle viuzze che offrono i classici posti da turisti per mangiare in fretta e spendendo poco. Così en passant ecco apparire un kebabbaro, non possiamo non fermarci!! E così ci porta da mangiare un pita grec che è la fine del mondo! Patatine, pomodori, salse, carne, insalata...Tutto ciò che vorreste in un kebab, lì dentro c'è...Ci riempie così tanto che a momenti non si allacciano più le giacche (per lo meno alla cicciona che sono io eh eh).

Passata la fame (decisamente!) è il momento di andare a La Villette. Per chi di voi non lo sapesse è la Città delle Scienze, un luogo pensato di più per i bambini che per gli adulti, ma che comunque ha il suo fascino. Ci si arriva con un bel giro di metropolitana, ma ne vale la pena per vedere la gigante Géode al suo interno e un primo esemplare di macintosh con mouse e tastiera...



Tuttavia ora siamo stanchi ed è giunto il momento di tornare in albergo a fare una pausa. Dopo una mega baguette...(che buona!!) mi prendo un meritato aulin e non mi rendo nemmeno conto di addormentarmi! Quando mi sveglio sono le sei e mezza!! Ma l'aulin fa effetto e mi sento decisamente meglio...Così ci si prepara e decidiamo di fare la serata a Montmartre...



Per prima cosa però facciamo una piccola tappa al Moulin Rouge, che si trova alla fermata della metro Blanche. E' piccolo e decisamente deludente, ma alla fine è sempre carino da vedere!



Per quanto riguarda Montmartre...E' decisamente più affascinante vederla di sera che di giorno, un ambiente tutto originale e unico al mondo. Ci facciamo la salita in funicolare e arriviamo proprio di fronte al Sacre Cœur!!!
La chiesa è meravigliosa, così come tutta la gente che c'è lì e che sta cantando insieme al gruppetto...In teoria dovremmo ma mangiare, ma siamo ancora pieni con il pita! Così ci facciamo il classico giretto fra i negozi e mangiamo solamente un'ottima crepe al cioccolato...:-)

Poi è il momento degli acquisti: stampe e oggettistica per casa! Infine ce ne torniamo a casa stanchi ma contenti per la bellissima serata...
Bonne nuit Paris, à bientôt!

venerdì 30 novembre 2007

Cronaca di quattro giorni: DUE

Passiamo ora a narrare la vacanza vera e propria...In questo post parliamo del SECONDO GIORNO.

Prima di avventurarci per Parigi ricordiamo le due fermate che avevamo vicino all'albergo (tre minuti di numero a piedi) Place de Clichy e Rome.
Ma noi abbiamo usato sempre la prima, anche perchè centro di unione di due linee diverse. Una volta arrivati lì il primo giorno è stato il momento di fare l'abbonamento per tre giorni. Si tratta di Paris Passe, che consente di viaggiare su tutte le linee (pullman, metro, treno) nella città per tre giorni al costo (assurdo) di 19 euro a testa. Dopo aver tribolato un po' con la macchinetta riusciamo finalmente a far stampare i bigliettini e iniziamo a girare. Il nervoso di Mauro è salito per la storia dei tickets, aumenta anche di più quando sbaglia a osservare la mappa della metro (non è ancora abituato;-)) e così arriviamo in una stazione dove partirebbe un trenino per il museo, ma solo dopo mezz'ora. Così decidiamo di arrivarci con la metro. Alla fine arriviamo a Solferino e finalmente eccoci alla prima meta della nostra vacanza: il Musée d'Orsay.


Siamo lì alle nove, ma il museo apre alle 9.30! Così eccoci ad aspettare fuori dal museo, non mi era mai capitato di arrivare prima dell'orario di apertura!
In ogni caso alle dieci, presi i biglietti e sistemato tutto, siamo dentro.
E' bello come me lo ricordavo. E la cosa straordinaria e che all'orario di apertura è ancora più bello, perchè non c'è quasi nessuno. Ci ritroviamo a girare le stanze praticamente da soli e è davvero una sensazione magica.



Chi di voi ci è stato ricorderà che all'ingresso c'è una zona centrale con una miriade di statue (più o meno inutili) che si affacciano poi sulle stanze laterali. Di fatto la parte più interessante del museo è al livello 5, quello dell'Impressionismo.
E così dopo un rapido giro nelle altre zone è lì che ci apprestiamo ad andare, e lì che si accalca la maggior parte della gente.
Davvero non ricordavo quanto potesse essere bello ammirare da vicino i tocchi e le pennellate di Van Gogh. E' emozionante come la prima volta che ci sono stata...









Un elenco dei quadri visti (se cliccate su ogni link vedrete il quadro):
MONET: Femme à l'ombrelle tournée vers la droite, Le bassin aux nymphéas, harmonie rose, La gare Saint-Lazare, La cathédrale de Rouen, Essai de figure en plein-air : Femme à l'ombrelle tournée vers la gauche, Le bassin aux nymphéas, harmonie verte (di cui ho comprato la stampa a Lidia), Nymphéas bleus, Coquelicots...
VAN GOGH: Portrait de l'artiste, La nuit étoilée, Le docteur Paul Gachet, La chambre de Van Gogh à Arles, L'église d'Auvers-sur-Oise, vue du chevet...
RENOIR: Bal du moulin de la Galette, Jeunes filles au piano...

Insomma non posso elencarle tutte...Ma sono delle opere d'arte talmente celebri ed immortali, che non posso fare a meno di commuovermi nel pensare di avere avuto la fortuna di vederle.
Qui sotto invece una serie di foto fatte da noi:















Una volta usciti dal museo facciamo tappa alla stupenda Notre-Dame.


Purtroppo inizia a piovere, quindi stiamo gran poco sul mitico selciato ("Ah tutto il sangue versato per voi sul pavé, di Notre-Dame...") e ci rintaniamo dentro la chiesa come tutti. Il giro non dura moltissimo, il tempo di vedere i rosoni vetrati e le finestre colorate, che inizia messa.utto il sangue
Così io e Mauro sgattaioliamo fuori. Fortunatamente ha anche smesso di piovere forte, così facciamo il giro di rito nella zona posteriore della cattedrale.
Ogni luogo che ho visitato in questo weekend è di fatto un rimando alla bellissima gita di quarta, vissuta con Valeria, Shipu e Alberto fondamentalmente. Quindi anche rivedere il parco dietro la chiesa e la zona vicina colma di negozietti, mi fa venire un bel sorriso sincero sulle labbra...










Andiamo poi avanti a piedi fino a raggiungere il Pantheon:





e la Sorbonne.
Vista la stanchezza accumulata e la fame che incombe, iniziamo a cercare un posto in cui mangiare. E lo troviamo in un simil-mecco, dove mangiamo il classico menù con hamburger, patatine e coca-cola. L'unica differenza è che invece di chiamarsi Big Mac si chiama Supreme Cheese!

L'idea è di muoverci verso il Quartiere Latino, e così eccoci a

St. Germain des Prés




Qui facciamo una rapida carrellata dei café parigini Le deux Magots e Café de Flore).














Visto che la zona è questa, da bravi amanti di Dan Brown pensiamo sia il momento ideale per cercare il mitico "Cammino della Rosa" e la chiesa di St. Sulpice. Non ci aspetteremmo mai di vederla praticamente tutta in restauro (forse grazie ai soldi dati per i diritti dal Codice da Vinci!) e di fatto completamente diversa da come la si può vedere nel film.
Senza contare che non abbiamo visto da nessuna parte inciso il cammino!!
Ma facciamo finta di niente, e andiamo avanti!







A piedi ci muoviamo verso il Centre G. Pompidou, che stuzzica non poco l'appetito artistico del mio ingegnere. Credo sia una delle cose che più gli sono piaciute di Parigi...
Di fatto è una costruzione davvero originale e la zona esterna è molto accogliente. Entriamo a fare un giretto e evitiamo di entrare al museo, ma facciamo tappa al negozio. Lì trovo due stampe bellissime che da un po' volevo: il Bacio di Doisneau e Ménilmontant di Willy Ronis.

Ultima fatica prima di una meritata sosta è l'arrivo alla zona Opéra e Lafayette.
Il mio grande sogno di entrare almeno nell'atrio è subito rotto dall'evidente problema che è in restauro e non potrei accedere se non pagando il biglietto. Così decido di assecondare Mauro e, ancora una volta, non visito questo magnifico edificio al suo interno. Sarà per la prossima volta...

Poi facciamo una brevissima sosta alle Gallerie Lafayette, tempio del consumismo che ricorda non poco Harrods a Londra. Facciamo in tempo a vedere solo un ingresso con la zona profumi, ma la marea di gente che c'è sembra invitare ad uscire.

Così prendiamo il primo accesso disponibile e siamo fuori da lì.
Prendiamo la metro e ce ne torniamo a casa a riposare un'oretta, perché fra poco ci attende l'estremo, il magnifico, l'universale.



Al nostro risveglio siamo pronti per la grande avventura. Dato che il venerdì dopo le 18.00 l'ingresso è gratuito fino a 25 anni di età, la nostra tappa è il Louvre.
Anche in questo caso potrei fare un elenco generale di tutte le meraviglie artistiche che si trovano in questo museo. Fra le più celebri:

Amore e Psiche
La Venere di Milo
La Nike di Samotracia
La Gioconda
La morte della Vergine
La Vergine delle rocce
Il sarcofago degli sposi
La libertà che guida il popolo
Il giuramento degli Orazi
La Zattera della Medusa

E di seguito qualche foto nostra, da sottolineare la gioia di Mauro nel trovarsi di fronte alla Gioconda. Eppure vi devo confessare che quando l'ho vista mi sono davvero emozionata questa volta, stavo quasi per piangere. Non so come mai, forse perchè è pur sempre la Gioconda...











Una volta fuori dal Museo (stanchi e davvero distrutti) le gambe non reggono più. Usciamo dalla parte sbagliata e così decidiamo di andare a mangiare prima di vedere la piramide per farle qualche foto. Indovinate dove si mangia? Al mitico Mc donald's di Rue de Rivoli, quello in cui mangiammo in gita e in cui facemmo una delle nostre foto di gruppo più belle.
E' solo dopo esserci rimpinzati che torniamo alla piramide e proviamo in ogni modo a far venire bene qualche foto notturna. Questa è probabilmente una delle migliori.



La notte è giovane e noi siamo davvero stanchi. Buona notte Parigi, ci vediamo domani mattina...