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lunedì 23 aprile 2007

Scudetto e Riflessioni in treno...

23 Aprile ore 09.13

È incredibile come in treno si inizi a pensare alle cose più assurde. Sei nel bel mezzo di un ricordo della giornata precedente e la mente comincia a vagare fra memorie ormai sbiadite e aneddoti da non raccontare. Oggi per esempio stavo pensando a quanto amo il suono del treno che cambia binario. Non è un granché, forse, ma mi infonde una grande sicurezza e mi è talmente famigliare che ormai quasi non lo noto più.
Queste parole scrivevo stamattina sul mio cellulare, sapendo che poi avrei potuto copiarle qui in serata. Oggi ho voglia di parlare, anche se non so bene perché.
Nella vita succedono tante cose che ti mettono alla prova ogni giorno. Ogni piccolo evento può destabilizzarti al punto da farti sentire enormemente felice o incredibilmente depresso.
Quella di ieri ad esempio è stata una giornata incredibilmente intensa. Durante la mia breve trasferta a Brescia per vedere la gara di macchinine insieme a Mauro, ho smadonnato in 14 lingue perché il mio cellulare non prendeva bene Radio1 e non mi consentiva di capire quanto facesse l'Inter. Pensate a cosa può fare l'amore: chi l'avrebbe mai detto che ieri pomeriggio, il giorno che aspetto da tutta la mia vita, il giorno in cui l'Inter ha vinto lo Scudetto tanto agognato...io sarei stata a Brescia con il mio ragazzo a vedere una gara di stupide macchinine di legno nella quale non correva nemmeno il nostro team?





Io no di certo. Fatto sta che mentre Rebecca festeggiava in quel di Piazza Duomo fino alle tre del mattino, come è giusto che sia, io dormivo profondamente insieme a Mauro a casa, senza vedere praticamente nemmeno un'immagine della festa nerazzurra.
Stamattina però mi sono fatta valere: cappellino neroblu, maglia ufficiale bianca, sciarpa legata allo zaino, mi sono diretta a Milano in Università fiera e combattiva, pronta a sgominare chiunque volesse sminuire l'impresa dei miei ragazzi.





Insomma ieri ero davvero al settimo cielo.

Purtroppo poi succedono piccole cose che non prevedi. O comunque inizi a pensare, a rimuginare. Magari ti salta nella testa un'idea e non riesci a toglierla più dal quel piccolo angolo ammuffito del tuo cervello e ritorna perennemente di fronte a te.
Oggi non è che sia successo nulla di particolare in effetti. Però certe cose a volte mi lasciano l'amaro in bocca. Credo che sia sempre stata una grave pecca del mio carattere quella dell'arrabbiarmi facilmente per nulla. Mi torturo ore, giorni, mesi...Spesso per niente. Inizio a pensare a quanto sia inutile la vita che conduco, a quanto poco conti la mia presenza nella vita delle persone, a quanto sia difficile valere qualcosa a questo mondo. Ultimamente la poca voglia di studiare poi sta crescendo sempre più...e così mi sento anche in colpa per questo motivo, nei confronti di tutti. Mi dico che non è solo colpa mia, che se avessi la possibilità di STUDIARE E BASTA forse le cose andrebbero meglio.
Per carità, non me la sento di prendermela con nessuno di questa situazione: non è colpa né di chi è più FORTUNATO, né di chi non ha quattro fratelli/sorelle, né di chi è messo bene economicamente...E' solo il destino che mi ha fatto nascere nella mia famiglia. Un destino che la maggior parte delle volte ringrazio perché non molti hanno rapporti così uniti con i propri relatives, usando la parola inglese...
Mi dico che non molti hanno la fortuna di avere sorelle così vicine, intese così profonde con i propri famigliari. Mi dico che in fondo ognuno ha quello che può.
Però com'è che a volte, sempre più spesso, mi ritrovo a INVIDIARE?
Fino a un paio di anni fa se mi avessero chiesto il mio peccato capitale avrei detto tranquillamente: Superbia. Ve lo confermeranno tutti i miei amici..
Sempre più ora mi trovo a dire Invidia...Ma non è un'invidia insana, intendiamoci...Non è una cosa che mi divora.
E' solo un semplice sentimento sottocutaneo, qualcosa che a pelle mi porta a provare un po' di malumore quando vedo quelle che reputo ingiustizie e che invece sono semplici casi della vita.

Ci si vanta spesso delle passioni, anche delle più criminose; ma l'invidia è una passione timida e vergognosa che non si osa mai confessare.
François de La Rochefoucauld

L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
Alessandro Morandotti

L'invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente.
Bertrand Russell

L'invidioso è un impotente incapace di rassegnarsi.
Roberto Gervaso

Tutti sono buoni a compatire le sofferenze di un amico, ma ci vuole un`anima veramente bella per godere dei successi di un amico.
Oscar Wilde

Pochi sono gli uomini pronti a rendere omaggio, senza sentimenti d`invidia, al
successo di un amico.

Eschilio

Se ciascun l`interno affanno portasse scritto in fronte, quanti che invidia fanno
farebbero pietà!

Pietro Metastasio

L`invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più torna a galla.
Alberto Moravia

Il silenzio dell'invidioso fa molto rumore.
Kahlil Gibran

Certo che la fortuna esiste. (Altrimenti come potremmo spiegare il successo degli altri?
Jean Cocteau

Forse ho reso abbastanza l'idea. Sono tutte frasi che mi contraddistinguono spesso. Eppure molti mi dicevano che mi invidiavano un tempo, ora non succede più. Forse il mondo è un immenso universo di invidiosi, dove ognuno si trova a rodersi l'animo per qualcos'altro o qualcuno.
L'unica cosa che mi ci vorrebbe sarebbe una bella dose di autostima mi sa.
O forse una dose di STIMA da parte di qualcuno. Non lo so.
Ditemi voi se sono solo i vaneggiamenti di una folle...

1 interventi:

Bharata ha detto...

"La gente cambia, Dxxx" :)
L'invidia è una brutta malattia (cmq sfido chiunque a dire di non esserci mai passato), basta non lasciarsi prendere troppo!
Magari tra un paio d'anni ti sentirò dire che il tuo vizio capitale è la LUSSURIA!