giovedì 5 novembre 2009

Weapon

Una meravigliosa canzone sentita in Alias farà per un po' da colonna sonora al mio blog.
Questo telefilm mi dà milioni di spunti:
mi permette di trovarmi a fare sogni meravigliosi in cui passo del tempo con l'uomo-più-bello-del-mondo-nonché-ideale;
mi permette di passare del tempo con mio fratello e di farci due risate insieme, oppure a volte di farci venire il nervoso (e tirare cuscini...);
mi permette di guardare la tv senza dover pensare allo schifo di trasmissioni che essa ci offre;
mi permette di estraniarmi per un po' dalla realtà di tutti i giorni, e di immedesimarmi nelle avventure di una donna che non è per niente normale, solo speciale e fuori dall'ordinario;
mi permette di rifarmi gli occhi;
mi permette di ascoltare della buona musica, perché la colonna sonora è accuratamente scelta, con le classiche "canzoni che parlano", ma che qualcosa ti lasciano.
Quindi, ecco a voi, Weapon:


Here by my side, an angel
Here by my side, the devil
Never turn your back on me
Never turn your back on me, again
Here by my side, it's heaven

Here by my side, you are destruction
Here by my side, a new colour to paint the world
Never turn your back on it
Never turn your back on it, again
Here by my side, it's heaven

Careful, be careful
Careful, be careful
This is where the world drops off
Where the world drops off
Careful, be careful
You breathe in and you breathe out
For it ain't so weird
How it makes you a weapon
And you give in
And you give out
For it ain't so weird
How it makes you a weapon
Never turn your back on it
Never turn your back on it again

Careful, be careful

Here by my side, it's heaven



WEAPON - Matthew Good

domenica 25 ottobre 2009

Informatica distribuita [-2]


Questa volta è d'obbligo, perché quando arrivi vicino a un traguardo è dura evitare di guardare oltre di esso. Ultimo esame, ultimo voto, ultimi sospiri.
Dopodiché potrò pensare solo alla tesi e all'ultimo tirocinio.
Il problema è che se fosse un esame come gli altri, non starei appiccicata a appunti e computer tutto il giorno, magari farei qualche pausa in più.
Invece no, si tratta dell'esame più tosto della nostra facoltà, che io ho avuto la grande idea di lasciare per ultimo. Grande Rossella.
Comunque speriamo che vada tutto bene, in tal caso ci risentiamo martedì.
Altrimenti, più avanti...

giovedì 15 ottobre 2009

Blog Action Day 2009: Let's act now!

There's not too much to say.





We need to act.

For Nature.
For us.

For our children.

To save our great, amazing Earth.





giovedì 1 ottobre 2009

And the night over London lay...

E così anche settembre se n'è andato.
Il mese delle "migrations" ci ha ufficialmente accompagnato nell'autunno, periodo dell'anno che adoro. Inizia a fare più freddo, le giornate s'accorciano e ricomincia la routine scolastica/universitaria/lavorativa.
Sarà un mese importante per me, questo di ottobre: il 27 si terrà il mio ultimo esame universitario, spero proprio che vada bene. Anche perché essendo uno di quelli tosti, a cannarlo sarebbe dura...
Infatti mi sto rimboccando le maniche già da oggi, spero che 25 giorni mi bastino per prepararlo al meglio.
Sarà anche il mese - se riesco a trovare i miei prof insieme - in cui programmerò il cammino della mia tesi con i miei relatori, e inizierò a fare il tirocinio.

Non ho grandi programmi in vista per questo periodo, ma c'è da dire che vengo da un mese particolarmente intenso. A differenza del solito, non ho scritto una recensione del concerto dei Coldplay a Wembley, perché non l'ho vissuto con la poesia che avrebbe meritato.
Ma il weekend di Londra è stato bellissimo, e mi ha fatto davvero entrare in un buon clima con me stessa e il mondo.
Sono veramente felice, per un motivo e per l'altro. Grazie a chi mi ha ridato il sorriso.

Io e Mauro appena arrivati in zona Temple

Fish & Chips, il cibo degli dei!!

L'ultimo ottimo acquisto, Harry Potter & the Goblet of Fire!

Abbey Road (Beatles!)

Regent's Park, sognante...

Mauro & Starbucks Cappuccino

Butterflies @ CP Concert...Lovers in Japan...Sospiro...*-*

Wembley Stadium, Divino!

Io e Tom Cruise...........
...Al Museo delle Cere...

Lovely night @ Tower Bridge

Un'ultima breve considerazione perché mi sono accorta che è un anno che il mio blog ha questo layout...Credo sia un record assoluto, ma ne sono troppo innamorata. Non avrei mai il coraggio di cambiarlo...Grazie blogguccio viola e nero!

lunedì 14 settembre 2009

Riprendere Berlino

Pochissime canzoni mi hanno colpito tanto al primo ascolto. Sono quelle canzoni che poi mi sono entrate nell'anima...Che io mi ricordi fra quelle dei Coldplay che ci sono riuscite vi sono:
- Clocks, nel gelido inverno del 2003 mi era capitato di ascoltarla alla radio e di pensare che non avevo mai sentito un pianoforte così bello...
- A Message, che non appena è partita nel mio lettore cd nell'estate del 2005 ha conquistato il mio cuore;
- Amsterdam, sentita una notte in cui mi stavo risvegliando e il lettore cd era andato avanti imperterrito a suonare A rush of blood to the head. Le sue note mi avevano fatto rabbrividire da quanto erano fantastiche...
- Lovers in Japan, partita come traccia numero 5 di Viva la Vida or Death and all his friends, ascoltata nel mio ipod in anteprima rispetto all'uscita del cd. Non avevo mai sentito una canzone simile, prima, e mai più ne sentirò una che mi penetri nel sangue come lei...

Non ho riscontri con le canzoni degli Oasis, perché purtroppo è difficile parlare di primo ascolto con loro. Solitamente era Lidia a farmi conoscere tutte le canzoni degli Oasis...Ma ce ne sono due che ho ascoltato per la prima volta e che mi hanno fatto venire la pelle d'oca:
- Idler's Dream, B-side di Hindu Times e dolcissima canzone al piano dal testo meraviglioso;
- You've got the heart of a star, B-side di She is love e canzone veramente maestosa, dal testo importante e che ha segnato la mia vita...

Una canzone che mi ha colto impreparata per la sua bellezza è Anam-ji dei Sulutumana, gruppo indipendente lombardo, che non ha sfondato per chissà quali motivi. E' una canzone dal sapore etnico e dal testo meraviglioso...

Probabilmente ci sono tante altre canzoni che al primo impatto mi sono piaciute incredibilmente, ma non tanto quanto queste.
E da qualche settimana ce n'è una che ha preso posto in questo elenco di canzoni eccellenti, di un gruppo che non avevo mai sentito prima e che mi ha colpito profondamente al primo impatto dal vivo: gli Afterhours.
La canzone in questione è Riprendere Berlino, che da ieri è anche colonna sonora del mio blog. E di diritto, perché è davvero stupenda.

"Riprendere Berlino parla della riconquista di una cosa che si è perduta e che aveva un significato particolare per chi l’ha persa."
[Fonte: RockAction]

E' una canzone che per me significherà sempre tanto, perché mi ricorderà questo periodo in cui la mia vita ha ripreso ad andare nella direzione giusta.


Luce del mattino
Luce di un giorno strano
Pensavi di esser perso
Che cambia il tuo destino

Non sarebbe bello
Non farsi più del male
Non sarebbe strano
Se capitasse a noi

Anche il paradiso
può essere un inferno
Era tutto scontato
Finché non sei caduto


Non sarebbe bello
Riprendere Berlino
Non sarebbe strano
Prenderla senza eroi

Non sarebbe bello
Venire ad incontrarti
Senza aver paura
Di non ritrovarci mai

Fuori dalla tua porta
Fare la cosa giusta
Essere razionali
Mentre ti gira la testa

Non sarebbe bello
Non farci più del male
Non sarebbe eroico
Non essere degli eroi

Non sarebbe strano
Essere più leggeri
E non aver paura
Se capitasse a noi

Se capitasse a noi
Se capitasse a noi
Se capitasse a noi

mercoledì 2 settembre 2009

Una rosa in un campo di papaveri

Se Sam avesse potuto vedere il mondo con gli occhi di Claire, tutto sarebbe stato differente.
Claire aveva quella capacità di immaginare le cose come se circondate da colori che esplodono.
Ogni fiore, secondo Claire, aveva un magnetismo tale che la costringeva a sostare anche per minuti interi ad osservarlo. Diceva che non esisteva nessun petalo che fosse identico ad un altro.
Sam non comprendeva questa sua empatia nei confronti del mondo vegetale: guardava un fiore e non vedeva altro che un fiore. Non era affascinata dalle sfumature cromatiche della natura.
Claire, invece, avrebbe potuto stare sdraiata sull'erba, ad osservare ciò che la circondava per ore intere, senza mai annoiarsi. Assaporava qualunque oggetto, creatura o persona le si trovasse vicino, ne respirava il nettare fino al midollo per poterlo immagazzinare nella sua mente, in un ricordo che sarebbe poi rimasto indelebile.
Claire aveva una memoria infallibile, per i dettagli. Quando lei e Sam si muovevano, Claire non faceva altro che osservare incuriosita ogni piccolo particolare che le capitava davanti agli occhi, per poi rispolverarlo in una discussione che sarebbe avvenuta anche a distanza di anni.
Sam non aveva questa capacità: guardava un libro e vedeva soltanto un volume di un certo prezzo, pronto ad essere comprato, letto e riposto in libreria per essere poi riscoperto anni dopo.
Claire, invece, adorava l'odore della carta antica, così come quello delle pagine nuove. Diceva che ogni libro ha un odore particolare, che ci vuole quasi invitare a sfogliare le pagine.
Era una donna straordinaria Claire. Piena di vita e di gioia, che amava elargire alle persone che conosceva.
Avevano un'amica, lei e Sam. Si chiamava Tracy.
Tracy era irascibile e scontrosa, non faceva altro che litigare con i suoi genitori e con i suoi amici. Tutti la detestavano perché non si poteva parlare di niente con lei. Appena qualcuno manifestava un'opinione contraria, Tracy attaccava con le sue discussioni che puntualmente coinvolgevano il malcapitato in una lite furibonda. Così, col passare del tempo, Tracy aveva perso tutte le persone che una volta le avevano voluto bene.
Solamente Sam e Claire, continuavano a starle vicino.
Sam guardava Tracy e vedeva solamente una palla al piede, da trascinarsi in giro perché non si può proprio farne a meno.
Claire, invece, si sedeva sulla poltrona vicino a lei, e insieme stavano in silenzio. Sam le osservava in piedi, appoggiata allo stipite della porta, e si chiedeva cosa facessero.
Claire le spiegava che Tracy non era collerica e nemmeno intrattabile. Era semplicemente molto triste, perché nessuno capiva come lei fosse veramente.
Secondo Claire, il comportamento di Tracy era in realtà una maschera per una personalità sofferente e malinconica, che non aveva ancora trovato la propria dimensione reale.
Sam le guardava, sedute in quelle due poltrone, mentre la pioggia cadeva. E ogni tanto vedeva una lacrima sgorgare dagli occhi di Tracy, che sembravano divenuti improvvisamente freddi e inespressivi. Il suo sguardo sembrava trasmettere un'intensa sensazione di solitudine, che cospargeva l'aria circostante. E allora Claire le stringeva la mano e le sorrideva, portando Tracy a farlo a sua volta.

Sam non sapeva come facesse Claire a essere così perfetta. Era una creatura talmente dolce e perfetta, che non poteva esistere veramente. Era sbucata dal nulla, entrando a far parte della sua vita in una mattina di marzo.
Lei stava improvvisando una vita in quella giornata umida di primavera, Claire camminava sola sul ponte. Si erano appoggiate entrambe sulla staccionata e si erano messe a osservare le anatre, finché non era apparso un piccolo anatroccolo nero.
"La sai la fiaba del brutto anatroccolo?" le aveva chiesto Claire.
"Credo di averla sentita raccontare da mia madre, quando ero piccola" aveva risposto Sam, un po' spaesata dal fatto che una sconosciuta le rivolgesse la parola per parlare di fiabe.
"Il brutto anatroccolo si sentiva diverso dagli altri, nessuno gli voleva bene. Anche se sua madre cercava di accettarlo, non riusciva a convincere gli altri ad apprezzarlo. Così un giorno l'anatroccolo fuggì e passò l'inverno da solo, e per poco non morì"
Il piccolo anatroccolo nero stava sguazzando nell'acqua, ogni tanto ficcava la testa sotto la superficie per bagnarsi.
"Alla fine dell'inverno, però, raggiunse uno stagno in cui fu stranamente accolto da un gruppo di cigni candidi come la neve. Chiedendosi come mai lo accogliessero con gioia, guardò il suo riflesso nell'acqua...E si rese conto che non era più un brutto anatroccolo, ma era diventato un meraviglioso cigno bianco..."
Sam sentiva freddo e si chiedeva dove volesse arrivare quella ragazza con quel discorso.
"La fiaba riguarda la diversità - le disse - Fa paura, ci allontana dagli altri, ma dobbiamo essere capaci di trovare la nostra bellezza interiore e le persone che ci amano veramente"
"Tu ci sei riuscita?" le chiese Claire.

Da quel giorno Sam e Claire erano divenute inseparabili. Sam viveva al fianco di un'amica che sapeva concepire la bellezza delle cose, che gioiva per le gocce di pioggia sul viso e per le api che prelevano il polline dai fiori.
Claire era come una rosa rossa in un giardino di papaveri. E Sam era uno di quei papaveri.
Sembrava che la loro amicizia fosse eterna, niente e nessuno avrebbe mai potuto separarle.
Sam dipendeva da lei: senza, sarebbe stata persa.
Ma anche Claire necessitava della presenza di Sam. Era un rapporto simbiotico che si arricchiva di giorno in giorno. Era come se gran parte della bontà di Claire derivasse proprio dal fatto di aver trovato una persona così imperfetta che sentiva il bisogno di avere al fianco qualcuno di cui fidarsi.
Claire le diceva sempre: "La vera perfezione deve essere imperfetta. Suona strano, ma è la verità".
Sam non capiva cosa intendesse quando Claire si esprimeva con quel genere di linguaggio, sapeva solo che era uno dei suoi modi per farla sentire importante.

Un pomeriggio Claire non era tornata a casa.
Sam aveva vissuto una tremenda agonia nel cercarla senza successo. Aveva percorso in lungo e in largo i luoghi in cui avrebbe potuto trovarsi.
Non era nel loro parco preferito, dove sperava che stesse analizzando accuratamente i bozzoli delle larve in crescita, che di lì a qualche giorno sarebbero divenuti splendide farfalle, dai colori sgargianti e variopinti.
Non era nemmeno sul ponte, dove spesso si affacciava per cercare piccoli anatroccoli da incoraggiare.
E non era nemmeno sotto il loro albero preferito, a leggere un libro e ad assaporarne l'odore di nuovo.
Semplicemente Claire era svanita nel nulla.

La telefonata giunse a freddarla, inaspettatamente. Seduta davanti al camino, nemmeno il calore del fuoco crepitante riusciva a scaldarla. Era come se Claire fosse ancora lì insieme a lei, invece l'avevano trovata nascosta fra i cespugli di un parco fuori città, priva di vita.
Avevano chiamato lei perché il suo era il numero più selezionato sul suo telefono, ma questo non faceva stare meglio Sam. La mancanza della sua dolce amica la iniziava a dilaniare, un vuoto incolmabile stava prendendo posto nel suo ego affranto.
Non ci pensò due volte. Raggiunse il loro amato ponte e si fermò a osservare gli anatroccoli dello stagno. Le sembrava quasi che esprimessero anch'essi la loro angoscia per ciò che era successo.
Il desiderio di saltare era fortissimo. Sam non sapeva nuotare, sarebbe annegata rapidamente e nessuno avrebbe potuto aiutarla.
Ma si soffermò per un momento a chiedersi cosa avrebbe pensato Claire, se avesse fatto una cosa del genere.
"Il suicidio è l'ultima arma delle persone senza speranza" soleva dirle quando leggevano delle notizie al riguardo sul giornale. Sam non era capace di pensare, in situazioni del genere: si limitava a pensare che le persone che volevano farla finita dovevano avere dei buoni motivi che li spingevano a comportarsi così. Ma per Claire la morte era innaturale tanto quanto un anatroccolo abbandonato dal proprio gruppo. E ancor più era la morte provocata da se stessi.
"La vita è così intensa e così breve. Varrebbe la pena viverla anche se non ci fosse più niente per cui lottare" le diceva, guardando i piccoli uccellini cibati dalla loro madre nel nido.
"Ogni momento va assaporato, diventerà un ricordo indelebile nella nostra mente" sorrideva spesso Claire.
No, Sam non avrebbe mai potuto saltare da quel ponte. Claire l'avrebbe convinta a non farlo con i suoi modi gentili: l'avrebbe presa per mano, in silenzio. Le avrebbe raccontato la fiaba del Brutto Anatroccolo per cercare di sollevarla da quel momento di debolezza.

La sua vita non sarebbe più stata la stessa, ma Claire avrebbe sempre avuto un posto speciale nel suo cuore. Claire era una parte di Sam, dal giorno in cui aveva cercato di togliersi la vita sul quel ponte e quella dolce creatura l'aveva raggiunta convincendola a non farlo.

lunedì 24 agosto 2009

A Chocolate Box


"La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita"


Questa settimana passata è stata per me fonte di immensa gioia. Proprio quando credevo di aver mangiato tutti i cioccolatini della mia scatola, sono riuscita a trovarne un altro, nascosto, avvolto in qualcosa di morbido.
Sono felice di poter dire che la pazienza mi ha premiato.
Sono ancor più felice di poter ammettere che mettere da parte l'orgoglio, a volte, può essere fonte di immensa serenità interiore.
Forse è finito il tempo di cercare me stessa: da lunedì scorso è nata una nuova Rossella, più consapevole di chi le sta attorno e soprattutto con una marcia in più.

lunedì 10 agosto 2009

Could it be any harder?

(Fade away, fade away, fade away ahhah) x3
You left me with goodbye and open arms
A cut so deep I don't deserve
Well you were always invincible in my eyes
And the only thing against us now is time

Could it be any harder to say goodbye
live without you,
Could it be any harder to watch you go, to face what's true
If I only had one more day (fade away, fade away, fade away, ahhah)

I lie down and blind myself with laughter
Well A quick fix of hope is what I'm needin'
And how I wish that I could turn back the hours
But I know I just don't have the power yea

Could it be any harder to say goodbye
live without you,
Could it be any harder to watch you go, to face what's true
If I only had one more day (fade away, fade away, fade away, ahhah)

Well I'd jump at the chance
We'd drink and we'd dance
And I'd listen close to your every word,
As if it's your last, but I know it's your last,
Cause today, oh, you're gone.

Could it be any harder (yea fade away, fade away, fade away ohhhh)
Could it be any harder (yea fade away, fade away, fade away)
Oh yea yea could it be any harder to live my life without you?
Could it be any harder? I'm all alone, I'm all alone.

Like sand on my feet
The smell of sweet perfume
You stick to me forever baby
I wish you didn't go,
I wish you didn't go,
I wish you didn't go away
To touch you again,
With life in your hands.
It couldn't be any harder.. harder.. harder
(fade away, fade away, fade away, ahhhh) x3

mercoledì 5 agosto 2009

Vacanze a Poggio - Luglio 2009





Qualche immagine, per stemperare la tensione del post precedente.
Come vedete in vacanza si diverte anche una depressa cronica come me...

Nathan's Confessions

Una volta ho sentito dire in un film che per scrivere bene devi scrivere quello che sai.
Ecco quello che so: fra 4 giorni compio 22 anni e mi sento la più vecchia ventiduenne della Terra.

Una volta pensavo di essere il centro del mondo per tante persone.
Ero convinta che un giorno "avrei sfondato" e "avrei lasciato il mio segno nel mondo".
Ero circondata da amici che mi volevano bene e che avevano bisogno di me, quanto io ne avevo di loro.
Ero brava a scuola, prendevo sempre ottimi voti ed ero rispettata dai professori.
Avevo un buon grado di autostima, che derivava un po' dall'avere una vastissima cultura generale, anche grazie all'ambiente in cui sono cresciuta, e un po' dall'avere una famiglia che adoro.
Credevo di essere una bravissima cantante e passavo ore intere a interpretare pezzi dei miei autori preferiti.
Quando sentivo una canzone dei Coldplay o degli Oasis per caso, come sta avvenendo ora (dato che è partita sulla radio del vicino Life in Technicolor ii) mi veniva la pelle d'oca e dovevo assolutamente comunicarlo sul forum del tale artista.
Adoravo scrivere storie. Ero convinta che sarei diventata una fantastica scrittrice e che avrei venduto milioni di copie dei miei manoscritti.
Collezionavo immagini di modelli fighissimi che andavano a creare un piccolo altare nella parte interna delle ante del mio armadio in camera.
Vivevo nell'incessante attesa di qualcuno che amavo non corrisposta.
Ma più di ogni altra cosa avevo una migliore amica che condivideva tutto con me, gioie e dolori, e che mi faceva sentire speciale. Perché per avere un'amica come lei, dovevi per forza avere anche qualcosa di speciale.

Oggi non conduco una vita particolarmente emozionante. Anzi, si potrebbe dire che vivo in una routine che sembra non cambiare mai.
Sono tre anni che mi guadagno due soldi con le ripetizioni, che frequento l'università senza avere elevati picchi di bravura e che faccio avanti e indietro da Milano su treni o troppo freddi o troppo caldi.
Sono diventata una specie di automa, che subisce la vita in ogni suo aspetto e non è più capace di afferrarla e trascinarla nella direzione che gli piacerebbe prendesse.

La vita è strana: scorre tranquilla e, quando meno te lo aspetti, ti scaraventa in un baratro senza ritorno. Cerchi con tutte le tue forze di sopportare quello che accade intorno a te, ti dici che ci sono persone nel mondo che hanno guai ben peggiori di quelli che hai tu.
Ma, egoisticamente, ti senti sprofondare sempre più. Tiri fuori le unghie, ti aggrappi con ogni forza alle pareti di quel cadere sempre più in basso, ma i tuoi sforzi sono vani.
E così, quando tocchi il fondo, ti rendi conto della dura realtà della vita: non sarai mai nessuno per il mondo, perché sei solo una persona comune. Una donna destinata a vivere la vita al pieno dei suoi sforzi per cercare di portare il pane sulla tavola e di vivere una vita degna di tal nome.
Una di quelle persone che, quando poi svaniscono, non lasciano più nulla dietro di sè, se non dei figli e dei nipoti che per un po' piangeranno la sua scomparsa.

Mi piacerebbe vivere questo compleanno in modo più sereno e tranquillo, ma non posso. La verità è che quando guardo avanti, nel mio futuro, non ho alcuna certezza.
O meglio ne ho una. Fortunatamente la componente fondamentale della vita di ogni essere umano, l'amore, va a gonfie vele da ormai quasi 4 anni.
Ringrazio ogni giorno dio - o chi per lui - mi ha concesso almeno questa grande gioia, nella vita.

Ma l'amore non basta. E purtroppo una donna che ha il pessimo e merdoso e terribile e odioso e inutile e merdoso un altro paio di volte carattere che ho io, ha bisogno di sentirsi realizzata.
Vedendo persone intorno a me che stanno raggiungendo traguardi importanti, non posso fare altro che soffrire, perché io non credo che ne raggiungerò mai.
Ed è importante che io mi sfoghi su questo blog, dove quasi nessuno leggerà quello che ho scritto, perché in realtà non ho nessun altro con cui potrei sforgarmi.
Le paure più intime delle persone sono sempre le più difficili da ammettere e da combattere. Io poi non sono mai stata capace di farlo.
Una di quelle persone che mandano avanti un amico o un'amica per sapere se un ragazzo le mi piace contraccambia il sentimento, dato che non ha il coraggio di chiederlo.
Una di quelle persone che non ha nemmeno le palle di alzare una cornetta del telefono per chiamare dei servizi ufficiali, dei dottori, una pizzeria, perché non riesce a combattere quell'assurdo moto di vergogna che ne deriva.
Una di quelle persone che un tempo era tanto capace di dire tutto quello che pensava a una classe che pendeva dalle sue labbra, ma che allo stesso tempo oggi non riesce più nemmeno a prendere la porta a 4 mani e correre da un'amica per abbracciarla e farle capire quanto le manca.

Non ha uno scopo preciso questo post. E' solo uno sfogo momentaneo.
Una di quelle cose da avvolgere in qualcosa di morbido, e lasciare lì finché non si sarà in grado di farci cadere sopra un masso pensatissimo per appiattirle definitivamente.
La vita continua: questo è un anno che si sta rivelando leggermente migliore a quello passato, se non altro per tutte le bellissime esperienze che ho fatto.
Ne ho ancora molte in avvicinamento: due concerti dei Coldplay, uno degli Oasis, il campionato che sta per cominciare, una tesi che inizierò a scrivere.
Forse un giorno guarderò indietro a questo post e ne riderò, dicendo che erano solo le confessioni di Nathan.
Per ora lo avvolgo in qualcosa di etereo, di virtuale, di non-esistente nella realtà materiale: questo blog. Che più di ogni altra cosa contiene le mie ansie e i miei timori.

venerdì 17 luglio 2009

Adios Malcangi

...E Adios media del 27!
Ho accettato uno squallido 19 in cambio della prospettiva di laurearmi a dicembre.
Forse sarà stata una decisione drastica, ma non potevo permettermi di rischiare di spostare la laurea per colpa di un esame stupido. Prendere 30 avrebbe alzato la media, prendere 19 l'ha terribilmente ridotta, ma è anche vero che non me ne frega niente.
Primo: perché tanto 110 e lode non lo prendevo comunque
Secondo: perché mi sono rotta di pensare a prendere voti alti quando tanto un lavoro non lo troverò comunque
Terzo: perché domani parto e vado al mare e
vaffanculoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

giovedì 16 luglio 2009

All these things that I've done

Data: 16.07.09
Ora: 16.28
Umore: Sereno

Finalmente ho archiviato gli ultimi esami fatti sul mio Hacco. Devo ammettere che non speravo in risultati così buoni, specie pensando il caldo e la fatica nello studio. Invece mi sono messa in saccoccia 3 dei 5 esami che mi mancavano.
A questo punto mancano solo 2 esami, perché purtroppo dovrò dare per la quarta volta Malcangi...
Ma come si dice, non c'è tre senza quattro!
Il nervoso accumulato nell'ultima settimana a causa della fretta impostaci da Mussio s'è un po' calmato quando ho firmato il registro e mi ha scritto il voto sul libretto.
Ora sono più tranquilla, anche perché con i professori ci stiamo muovendo per l'argomento della tesi. Appena saprò qualcosa di definitivo vi informerò, presumibilmente domani.
Per ora penso che a quest'ora, fra tre giorni mi troverò sulla sabbia dorata a prendere il sole, lontana da tutto e da tutti. E solo dio - o chi per lui - sa quanto ne ho bisogno!

martedì 14 luglio 2009

Riflessioni di un giorno afoso

E' strano scrivere un post dall'Iphone quando ho il Computer acceso a pochi passi da me.
Però volevo provarci...
Quella di oggi è stata uma giornata lunga e intensa, piena di buoni propositi in principio, colma di ansia e rancore nel finale.
Era la giornata che poteva sancire la pace, ma un sms mattutino ha eliminato questa prospettiva.
L'esame di restauro è andato bene se contiamo i giorni in cui ho studiato, ma i risultati di Malcangi mi hanno spiazzata: ancora bocciata, e via di nuovo...E la ciliegina sulla torta finale: le discussioni del progetto sono spostate al 22...Quindi o discuto dalla spiaggia di Marina di Lesina o non so che fare...
Spero davvero che domani sarà un giorno migliore; cosa probabile visto che finalmente vedrò Harry Potter dopo un'attesa di anni!

lunedì 6 luglio 2009

Los tres caballeros & The One

"Ma cosa vuoi? Sei in seconda fila, vedrai il tuo maledetto Chris…che cosa cavolo vuoi di più dalla mia vita?!"
"Voglio non avere teste pelate giganti di fronte a me!"

Passa il tempo...sembra ieri che scrivevo queste righe nel 2004.
E fra tutte le altre sono quelle che più mi hanno fatto sorridere. Mi sembra di riuscire a guardare indietro col sorriso sulle labbra, ora.
Finalmente...

E mi accorgo di aver fatto passi da gigante nella conoscenza della lingua inglese, anche...:)